I soggetti istituzionali possono identificarsi in soci, enti creditizi, prestatori di lavoro non soci, clienti non soci, fornitori non soci, concorrenti, Stato. Le risorse e le condizioni che possono assumere il carattere di contributi critici per l'equilibrio istituzionale delle organizzazioni cooperative, e che sono necessarie per la vita economica delle stesse, sono molteplici, anche se non sempre si rivelano necessari tutti contemporaneamente in un certo periodo di tempo, manifestando la loro criticità solo in concomitanza con determinate circostanze:
- i mezzi monetari, ossia i capitali di rischio e di prestito e quelli forniti implicitamente sotto forma di credito, di regolamento e di remunerazioni del lavoro differite; si rivelano critici quando l'organizzazione ha o vuole assumere dimensioni molto grandi per cui la dimensione, i tempi e i rischi, combinandosi, possono rendere molto difficile la raccolta dei capitali necessari;
- l'imprenditorialità, ossia la capacità innovativa, strategica ed istituzionale, rilevante quando il sistema competitivo è instabile e dinamico, e quindi la cooperativa si trova a dover prendere velocemente e con una certa frequenza decisioni sia sul piano strategico che su quello istituzionale. Negli ultimi decenni il cambiamento e l'incertezza ambientale hanno raggiunto in genere livelli significativi influenzando il comportamento delle organizzazioni e coinvolgendo in modo particolare le organizzazioni cooperative;
- le competenze manageriali, intese come capacità di decisione e di governo delle relazioni interpersonali, fondamentali perché indipendentemente dalla diversità dei soggetti che fanno parte dell'organizzazione, la cooperativa deve essere coordinata in un unico sistema integrato di persone fisiche o giuridiche che svolgono compiti ed hanno ruoli diversi;
- le competenze tecniche, ossia la capacità produttiva e di impiego delle conoscenze particolari e specialistiche relative alle diverse funzioni organizzative, critiche quando la cooperativa deve soddisfare in maniera particolarmente efficiente ed efficace le attese dei soci in termini di costi, qualità e tempi;
- la cooperazione interna, ossia l'azione integrata dei prestatori di lavoro in vista di un comune orientamento al bene della cooperativa stessa, la cui criticità si manifesta nelle stesse condizioni appena delineate per le competenze tecniche; la fiducia, il senso di responsabilità e il coinvolgimento dei prestatori di lavoro diventano allora condizioni indispensabili;
- la cooperazione esterna, ossia la collaborazione con i fornitori e con i clienti, è elemento critico nel momento in cui l'organizzazione fa parte di un insieme aggregato di aziende a struttura multicentrica e unitaria, come nel caso di cooperative di secondo livello, relazioni di franchising, e così via.
L'imprenditorialità, le competenze tecniche e le competenze manageriali sono individuabili come contributi di lavoro, mentre la cooperazione interna e la cooperazione esterna vengono esplicitate come condizioni di produzione. Allargando in questo modo la visione dei contributi, si allarga anche la visione dei soggetti potenzialmente rilevanti per fornire i contributi stessi, e si possono così evidenziare anche intersezioni tra soggetti e contributi.
Relativamente alle ricompense ottenibili dai vari soggetti in relazione ai contributi forniti, se ne possono individuare diverse classi tra cui:
- le ricompense monetarie dirette e indirette quali stipendi, eventuali dividendi, interessi, prezzi particolarmente vantaggiosi, indennizzi, ecc.;
- la soddisfazione di bisogni di sicurezza, di socialità, di stima e di realizzazione.
Anche in questo caso le relazioni con gli altri elementi, soggetti e contributi, non si qualificano semplicemente come relazioni biunivoche: ad esempio, i diversi soggetti possono ottenere combinazioni varie delle diverse categorie di rimunerazione, così come a un certo tipo di contributo può corrispondere più di una categoria di rimunerazione.
I tre elementi, soggetti, contributi e ricompense sono posti in relazione fra di loro in maniera dinamica attraverso gli strumenti (strutture e meccanismi) istituzionali:
1. i meccanismi e le strutture di appartenenza all'istituto, che si riferiscono alle modalità di accesso, di permanenza e di uscita da parte dei membri dell'istituto;
2. i meccanismi di rimunerazione, che regolano le condizioni di produzione conferite alla cooperativa e che possono essere individuate nelle diverse forme di rimunerazione delle prestazioni di lavoro, oppure nelle politiche e pratiche aziendali per rendere maggiormente positivo il rapporto di lavoro stesso, ecc.;
3. i meccanismi e le strutture di rappresentanza nel governo economico, che definiscono le modalità in virtù delle quali le diverse categorie di soggetti possono concorrere alla formazione delle scelte istituzionali; tra queste, la suddivisione e gestione delle dinamiche delle diverse categorie di quote di capitale proprio, le diverse possibilità di voto legate alle differenti tipologie di soci (persone fisiche, persone giuridiche, soci sovventori), i regolamenti relativi alle assemblee, al funzionamento degli organi di governo e di sindacato del governo economico, le modalità e forme di rappresentanza dei diversi soggetti ed i sistemi dei rapporti sindacali;
4. i meccanismi e le strutture di cooperazione e di competizione interaziendale che regolano i rapporti di concorrenza e di scambio, influenzando il grado e le modalità di cooperazione e competizione esterna.
Dalla dinamica relazionale delle quattro variabili dell'assetto istituzionale (soggetti, contributi, ricompense, strumenti istituzionali), derivano vari risultati istituzionali:
- la tensione istituzionale relativa al livello di soddisfazione dei singoli partecipanti all'impresa ed ai momenti di cooperazione e conflitto tra gli stessi, e relativa alle dinamiche dei processi decisionali istituzionali e strategici;
- la cultura della cooperativa dei diritti e dei doveri relativi alle dinamiche contributi
- risultati;
- il successo strategico derivante dall'equilibrio istituzionale e condizione per la creazione di risorse da destinare a ricompense;
- la flessibilità istituzionale, ossia l'attitudine al cambiamento dell'assetto istituzionale influenzata anche da possibili esasperazioni delle tensioni istituzionali, da una cultura istituzionale non adeguata, da risorse disponibili insufficienti e dalla eccessiva fiducia sulla validità futura dell'assetto attuale.
Nell'economia dello schema presentato, la definizione di assetto istituzionale tende a configurare la tipologia di organi che compongono la struttura organizzativa di detto livello, la condotta del soggetto economico e quindi l'interpretazione delle finalità della cooperativa, le relazioni interne ed esterne alla stessa con i relativi strumenti e logiche di regolazione.