Tali norme ovviamente si applicano nei limiti in cui
siano compatibili con il rispetto della struttura e del funzionamento
della società ai principi mutualistici. Le norme dirette a
salvaguardare lo scopo mutualistico possono così riassumersi:
- la variabilità dei soci e del capitale, in quanto l'ingresso di nuovi
soci e i conseguenti nuovi conferimenti non comportano modificazione
dell'atto costitutivo;
- la responsabilità dei soci i quali, nonostante la società abbia la
personalità giuridica, in caso di fallimento o di liquidazione coatta
amministrativa possono essere chiamati a rispondere delle obbligazioni
sociali illimitatamente (cooperative a responsabilità illimitata), o
nei limiti di un multiplo della quota conferita (cooperative a
responsabilità limitata);
- il numero dei soci, che di regola non può essere inferiore a nove
(salve le disposizioni speciali che, per particolari categorie di
cooperative, prevedono un limite più elevato, e salvo la Piccola
Società Cooperativa);
- i requisiti dei soci, affinché essi siano in grado di cooperare effettivamente per lo scopo mutualistico;
- la partecipazione dei soci, i quali non possono avere quote superiori a 50.000 euro;
- il diritto di voto che spetta ai soci in ragione di un voto a persona
(salvo il caso dei soci persone giuridiche e dei soci sovventori, i
quali apportano fondi per il potenziamento della cooperativa, a cui può
essere attribuito un numero di voti proporzionale al conferimento ma in
ogni caso non superiore a cinque);
- il funzionamento dell'assemblea, per il quale sono previste varie
semplificazioni come la possibilità di assemblee parziali e il voto per
corrispondenza.
Gli utili, che devono essere destinati per il 20% a riserva
legale senza limiti di importo massimo, e per un'altra quota stabilita
da leggi speciali a fondi per la promozione e lo sviluppo della
cooperazione, mentre la distribuzione ai soci può avvenire soltanto nei
limiti stabiliti dall'atto costitutivo, e il rimanente deve essere
destinato a scopi mutualistici.
La gestione di un'impresa cooperativa
Piano dei conti
Il piano dei conti rappresenta la struttura dell'azienda, la
griglia di partenza nella quale posizionare i dati
economico/finanziari, la cui finalità è consentire la lettura dei punti
di forza e di debolezza dell'aspetto economico e finanziario. I dati contenuti in tale griglia, per potere essere facilmente letti ed
interpretati, dovranno essere dettagliati e chiari: tutte le voci del
piano dei conti sono determinanti. A questo proposito è opportuno
evitare raggruppamenti non leggibili o molto generici, come ad esempio
quelli imputabili alle spese variabili diverse, spese fisse diverse,
ecc.
Il piano dei conti è l'elenco dettagliato di tutti i conti utilizzati e
utilizzabili all'interno dell'impresa. Sono indispensabili per
verificare a saldo (consuntivo) la loro consistenza, e allo stesso
tempo leggere nel dettaglio del conto la dinamica della formazione del
saldo. Il piano dei conti è anche lo strumento-base per la formulazione
dei bilanci preventivi, in relazione al modo in cui i conti si
movimentano all'interno di un periodo (ad es. di un anno).
Che cosa ottengo da un piano dei conti.
Grazie ad una buona stesura del piano dei conti posso sapere:
- a quanto ad oggi ammonta il mio saldo cassa;
- a quanto ammontano i saldi banche;
- come ho movimentato i conti correnti bancari;
- a quanto ammonta il saldo fornitori/clienti;
- quali fornitori/clienti sono ancora da pagare/riscuotere nel dettaglio;
- da quale fornitore mi sono servito di più;
- quale cliente ho servito di più;
- quali fornitori mi hanno concesso più credito;
- a quali clienti ho concesso più credito o sono in sofferenza;
- l'analisi dettagliata dei conti/sottoconti.
Le aree del piano dei conti
Il piano dei conti deve essere suddiviso in aree omogenee
(ad esempio area produzione, area magazzino, area amministrazione, area
commerciale, area finanziaria, ecc.) che contengano dati compatibili,
comparabili e dello stesso genere. Per progettare e/o riprogettare la
singola/e area/e del piano dei conti, si deve procedere ad un'attenta
analisi delle voci che garantiscano la chiarezza e la maggiore
informazione possibile in termini di conto e di sotto conto, secondo il
livello di massimo dettaglio raggiungibile (con i limiti e le
possibilità offerte dalla tipologia di contabilità).
Come procedere all'analisi del proprio piano dei conti (nuovo o da riformulare)
Per formulare o riformulare un piano dei conti occorre:
1. capire quali sono le aree e le impostazioni dei conti da definire ed
interpretare i dati in funzione di una lettura di tipo economico e
finanziario;
2. capire il grado di lettura ottenibile in funzione di
possibili report di andamento (es.:mensilmente, trimestralmente,
semestralmente, annualmente, avendo la situazione dei ricavi distinta
per zona e potendola confrontare con quella del periodo precedente o
dello stesso periodo dell'anno precedente, o con la somma-obiettivo dei
bilanci preventivi prevista per quel periodo).
La chiarezza del piano dei conti
La chiarezza ed il dettaglio dei conti sono un requisito
importante, oltre che da un punto di vista aziendale, anche da un punto
di vista delle norme civili e fiscali nonchè dei soggetti finanziatori
o di altri interessati alla lettura del bilancio.
Un piano dei conti chiaro consente:
a. di dimostrare i ricarichi e i margini medi dei prodotti/servizi venduti;
b. dove, come e quando si sono sostenuti ricavi e costi;
c. di capire (entro certi limiti) dove la nostra azienda va bene e dove male;
d. dove, di conseguenza al punto c), conviene fare investimenti in
capitale circolante (merce), in capitale fisso (capannoni,
attrezzatura, brevetti, ecc.), in risorse umane specializzate, ecc.;
e. dove, quando e se è possibile ridurre alcuni costi;
f. dove, quando e se è possibile aumentare alcuni ricavi;
g. dove e come è strutturato l'indebitamento.
L'obiettivo, quindi, è quello di consentire all'imprenditore
di scegliere dove e come intervenire avendo dati a supporto
significativi e chiari.